Meteora ripresa l’11 agosto 2013 durante la notte delle stella cadenti (Perseidi). Si notino i diversi colori della scia dovuti a differenti elementi vaporizzati durante l’ingresso in atmosfera. Tempo di posa 1 minuto, ISO 400, Nikon D60, 18 mm f 3.5.

Le Meteore

Il fascino derivato dalle meteore attrae da sempre la fantasia di grandi e piccini, specialmente durante la notte di San Lorenzo.  La meteora (dal greco “che sta in aria”) – o stella cadente – è un fenomeno atmosferico che si origina dall’interazione tra l’atmosfera della Terra e un oggetto extraterrestre di piccole dimensioni. Solitamente sono frammenti di rocce o comete (dette in gergo meteoroidi). Questi oggetti, spesso piccolissimi e delle dimensioni di un granello di polvere, sono attratti dalla forza di gravità terrestre e, quando raggiungono gli strati più esterni dell’atmosfera, risentono del forte attrito dall’aria. La loro velocità di ingresso oscilla dai 36.000 ai 250.000 km/h! Velocità così elevate fanno si che persino la scarsissima densità dell’aria a a centinaia di chilometri di altezza provochi un potente attrito. Il risultato è l’aumento della temperatura del meteoroide fino a livelli tali (oltre i 2000°C) da farlo sublimare (la roccia o il metallo solido divengono direttamente gas). L’enorme calore è la causa della scia di luce.  

Bolidi e Meteoriti

Esempio di bolide, notare nel fotogramma “b” la sua frammentazione”Crediti: Thomas Grau – wikipedia –

Meteoroidi molto piccoli vaporizzano completamente intorno agli 80/100 km di quota. 
Tuttavia, se il corpo celeste è abbastanza grande da resistere alle potenti forze di attrito, può rallentare notevolmente la sua velocità fino a giungere negli strati bassi dell’atmosfera e qui finire la sua corsa in un’esplosione o frammentandosi in una miriade di pezzi.  Quando le meteore liberano una grande quantità di luce (persino da proiettare la nostra ombra sul terreno), si parla di bolidi. Il bolide può durare parecchi secondi e solcare tutta la volta stellata prima di esaurirsi (al contrario delle “meteore” che durano frazioni di secondo). In rari casi dopo il passaggio, è possibile osservare per qualche tempo un alone di luce nel punto di passaggio del bolide. Ciò è dovuto alla ionizzazione dell’aria.

In rari casi, può capitare che il frammento di roccia arrivi più o meno intatto al suolo, si parla allora di meteorite! Trovare un meteorite è qualcosa di estremamente raro. Non è per nulla scontato che, pur arrivando a terra, sopravviva all’impatto col terreno. Se il meteoroide giunge con un angolo troppo ripido e un’alta velocità, l’enorme energia cinetica rilasciata dall’impatto gassifica il meteorite e causa la formazione di un cratere da esplosione. Se, invece, il corpo celeste rallenta a sufficienza e forma un basso angolo con il terreno c’è la possibilità che qualche frammento superi indenne l’impatto. 

Condividi

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *