È possibile arricchire di biodiversità  case, balconi e giardini?
Questa è una domanda che sovente mi viene rivolta da appassionati ed amanti della natura. La risposta è si… è possibilissimo e spesso con poche accortezze e in contesti assai improbabili a prima vista.

Innanzi tutto bisognerebbe imparare a riconoscere i coinquilini che già vivono con noi. Esiste tutta una schiera di minute creature che popolano le nostre case e i nostri giardini e che spesso sono del tutto ignorati da noi umani o che, al contrario, sono visti come ospiti indesiderati. Ragni, miriapodi e tisanuri (pesciolini d’argento) sono tra i più assidui frequentatori delle nostre case.

Capisco che per i novizi bisogna iniziare per gradi e con creature più “attraenti” di un ragno o una scutigera. Perciò ora vi racconto come ho reso il mio balcone una perfetta nursery per la splendida farfalla Macaone (Papilio machaon L.).

Papilio machaon L.

ATTENZIONE, mai utilizzare prodotti come diserbanti o insetticidi, né in giardino né sul balcone tanto meno in casa! Se davvero volete favorire la biodiversità dovrete bannare assolutamente i prodotti di sintesi che sono i biocidi più letali inventati dall’uomo (che siano essi insetticidi, acaricidi, erbicidi) oltre ad essere, comunque, pericolosi per la nostra salute, inclusi i preparati per “uso domestico”.

Macaone, splendida da bruco e da farfalla

Il macaone è una splendida farfalla di grandi dimensioni (64-100 mm) che predilige prati fioriti, radure ampie e soleggiate o anche cespuglieti radi e ricchi di fiori. È relativamente comune ed è possibile osservarla dalla pianura fino ai 3000 metri di quota! Come è possibile attirare questa magnifica creatura nei nostri giardini o sui nostri balconi?
Se volete osservare tutto il ciclo vitale di questa farfalla (dall’uovo all’adulto), dovete coltivare le piante nutrici dei suoi bruchi. Il macaone predilige piante della famiglia delle ombrellifere come il finocchio (Foeniculum vulgare L.) – consiglio quello selvatico che è molto aromatico e di cui, poi, si possono utilizzare i “semi” per le tisane -, la carota (Daucus carota L.), la ruta comune (Ruta graveolens L.) o la pastinaca (Pastinaca sativa L.). Provante anche con il prezzemolo (Petroselinum crispum (Mill.) Fuss,). Esistono numerosi altri generi appetibili per il macaone che è possibile coltivare come Carum, Pimpinella, Anethum, Dictamnus, Angelica, Cicuta e tante altri. Attenzione che alcuni di questi generi sono velenosi, perciò valutate bene!
Consiglio, se siete un pò esperti di flora, di non comprare i semi ma di raccoglierli in natura nei pressi della vostra abitazione. Questo per favorire la biodiversità genetica delle piante autoctone, che già sono adattate ai microclima locale, piuttosto che varietà coltivate che potrebbero essere più esigenti (specie per la coltivazione in vaso).

Quando si osservano

I macaone adulti si osservano da febbraio a ottobre. La specie sverna come pupa (crisalide) e la deposizione delle uova avviene da aprile a settembre. Perciò è bene avere le piante nutrici già pronte da inizio primavera. Questa specie di farfalla compie da due a tre generazioni l’anno. Quindi potreste avere la fortuna di vedere per tre volte i bruchi mangiare, crescere e ingrassare sulle vostre piante 😉 Per chi ha l’orto probabilmente la loro presenza è già una “routine”. Ma non temete, a dispetto di altri insetti fitofagi (che si nutrono di piante), il macaone depone un solo uovo per pianta, perciò il “danno” è contenuto e trascurabile.

Macaone dopo poche ore dall’uscita dalla crisalide (25 giugno)

Ricordate, coltivare le piante nutrici (specialmente sul balcone e in contesti urbani) potrebbe non bastare. Dovete rendere la vostra casa invitante e ben visibile agli adulti. Come? Con fiori a tutto spiano. Le farfalle attratte dai colori e dal nettare saranno attratte più facilmente e sarà più alta la possibilità che colgano l’occasione per deporre le uova. Dalla deposizione, in poche settimane, vedrete il bruco (che è, tra l’altro, bellissimo) cresce rapidamente. Raggiunte le giuste dimensioni sarà pronto per impuparsi.
La fase di crisalide è il momento magico. In questo delicatissimo atto, il corpo del bruco letteralmente si “scioglie” e si ricostituisce nel corpo della farfalla. La metamorfosi è influenzata dalla temperatura dell’aria, quindi non temete se ci mette un pò per trasformarsi. Quando sarà pronto, potrete ammirare il nuovo nato uscire faticosamente dal suo involucro, pompare l’emolinfa nelle ali e prendere il volo. Un momento straordinario, emozionante e, personalmente, commovente!

Che aspettate?!

 
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