A due anni dall’individuazione del primo asteroide interstellare “Oumuamua“, giunge la notizia della prima cometa interstellare: 2I/Borisov. Merito della scoperta è dell’astrofilo ucraino Hennadij Borisov e risale al 30 agosto 2019.
Questo colpo di fortuna permetterà agli astronomi di studiare un oggetto formatosi al di fuori nostro sistema solare durante il suo avvicinamento al sole!


Si ipotizza che siano relativamente numerosi gli oggetti extrasolari transitanti nel nostro sistema. Tuttavia è difficile osservarli: sono molto distanti dalla Terra, sono poco luminosi, sono situati in porzioni di cielo che normalmente non sono di interesse per l’osservazione di asteroidi o comete “autoctone” (ovvero sono sfasate con l’eclittica, il piano immaginario su cui orbitano i pianeti).
La rotta di questi oggetti esotici segue orbite paraboliche od iperboliche. Quindi hanno traiettorie aperte, consentendo un solo passaggio ravvicinato alla nostra stella. (vedi animazione sotto)

Traiettoria di Oumuamua e 2I/Borisov confrontati con le orbite dei pianeti.
Traiettoria di Oumuamua e 2I/Borisov confrontati con le orbite dei pianeti.
Timelapse di 7 ore in cui si può apprezzare l'estrema rapidità con cui si muove la cometa.
Timelapse di 7 ore in cui si può apprezzare l’estrema rapidità con cui si muove la cometa.
NASA, ESA and J. DePasquale (STScI)

Gli oggetti interstellari sono straordinariamente veloci.
2I/Borisov viaggia attualmente ad oltre 177.000 km/h. Per confronto, la sonda Voyager 1 (lanciata nel ’77), attualmente in viaggio nello spazio profondo, ha una velocità di 61.000km/h e ha impiegato oltre 40 anni per giungere a 22 miliardi di km dal sole (pur considerando cambi di velocità durante il tragitto). La nostra cometa interstellare impiegherà meno di 15 anni per coprire lo stesso tragitto!

Giungerà al perielio (distanza minima dal sole) l’8 dicembre 2019, a circa 2 UA (300 milioni di km circa) dal sole. Dopo questo incontro “ravvicinato”, la cometa schizzerà via dal nostro sistema, tornando a viaggiare tra le stelle. Magari 2I/Borisov visiterà (tra qualche decina di migliaia di anni) un altro sistema solare e altri astronomi ne potranno apprezzare la sfuggente bellezza.

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